Trattamento dell’acqua delle piscine interrate

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Nelle piscine interrate, l’igiene è indispensabile per garantire una balneazione sicura. Affinché la tua piscina sia davvero un luogo in cui rilassarti assieme ai tuoi cari, deve innanzitutto essere pulita. Non basta, infatti, spazzolare pareti e fondo vasca o accendere l’impianto di filtrazione per assicurare un corretto livello d’igiene: serve fare il trattamento dell’acqua.

A cosa serve trattamento dell’acqua nelle piscine interrate?

Ogni giorno nell’acqua della piscina interrata finiscono microrganismi e batteri inquinanti, quali spore, polvere e sporcizia varia. È normale e anche se ti sembra che la piscina sia pulita e trasparente, non farti ingannare dall’apparenza. Si tratta di particelle talmente piccole da essere invisibili ad occhi nudo e l’impianto di filtrazione, da solo, non riesce a trattenerle. Ecco perché è necessario intervenire con un altro processo: il trattamento chimico. Il compito dei prodotti disinfettanti è quello di ossidare le sostanze inquinanti in modo che i filtri riescano a trattenerle.

Quale disinfettante si utilizza per l’igiene della piscina interrata?

Non c’è un disinfettante solo, ma quelli più utilizzati sono i prodotti a base di cloro. La loro diffusione è dovuta soprattutto alla loro efficacia, nonché al prezzo contenuto. In una piscina, l’azione del cloro è molto efficace e in poco tempo distrugge tutte le particelle organiche, agendo allo stesso tempo sia come ossidante che come disinfettante.

Da solo, un singolo disinfettante, però, può non essere sufficiente. Se l’acqua è molto sporca si interviene anche con i flocculanti, sostanze che eliminano le particelle in sospensione, e gli alghicidi, contro la proliferazione di alghe e spore.

Per ciascuno di questi prodotti, le dosi consigliate sono riportate sulla confezione. Ricordati di leggerle con attenzione. Inoltre, quando maneggi queste sostanze, non dimenticarti mai di indossare guanti protettivi e una mascherina. Si tratta pur sempre di prodotti chimici ed è meglio essere prudenti!

Il trattamento chimico in piscina: oltre ai disinfettanti

Il pH è un parametro importantissimo in una piscina interrata, perché indica il grado di alcalinità o basicità dell’acqua. Viene misurato su una scala che va da 0 a 14, dove 7 vuol dire pH neutro. Per garantire una corretta igiene, il valore del pH dovrebbe aggirarsi attorno a 7.2 e 7.4. Un pH basso, infatti, oltre ad irritare pelle e mucose, può causare corrosione dei materiali, deterioramento delle piastrelle del rivestimento interno, nonché l’instabilità dei disinfettanti. Allo stesso modo con un pH troppo elevato, l’acqua tende ad intorpidirsi facilmente, si formano delle incrostazioni nei filtri e sulle pareti e il fondo vasca e i disinfettanti agiscono in modo più lento.

Insomma, il pH è essenziale per mantenere l’acqua di un impianto trasparente, garantire una balneazione sicura e assicurare l’efficacia dei prodotti chimici. Ecco perché bisogna misurare con frequenza il valore del pH e provvedere a correggerlo qualora si trovasse fuori dai range ottimali. Per farlo ci sono dei prodotti apposta indicati con la dicitura pH minus, meno o “-“, per abbassarlo, oppure pH plus, più o “+”, per alzarlo.

Il trattamento chimico fa parte di quelle operazioni di manutenzione ordinaria di una piscina interrata fondamentali per la pulizia e la corretta gestione della struttura. Se hai bisogno di una mano chiedi aiuto al rivenditore Rete Piscine più vicino a te.

Piscina interna: come trasformarla in un luogo confortevole

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Una piscina interna si può utilizzare 365 giorni l’anno. Quando fuori fa freddo, puoi concederti un bagno caldo, mantenerti in forma anche nei mesi invernali e approfittare di veri e propri trattamenti benessere con tutti i benefici dell’idroterapia.

Un impianto interno migliora la qualità della vita di tutta la famiglia, allo stesso tempo, però, richiede attenzioni particolari per poter garantire una balneazione sicura e un ambiente salubre.

  • Il deumidificatore. Essenziale per tenere sotto controllo l’umidità dell’aria, che nella stanza in cui è alloggiata la struttura, rischia di raggiungere livelli troppo elevati. Se non viene tenuta sotto controllo porta alla formazione di muffe e funghi e, alla lunga, il problema si può aggravare, intaccando le pareti stesse fino a provocare danni strutturali.
  • Il riscaldamento. Nei mesi più freddi, anche se la piscina è interna, per rendere più piacevole l’acqua potrebbe essere necessario regolarne la temperatura. Un buon sistema di riscaldamento ti consente di avere l’impianto sempre pronto per un tuffo.
  • Non dimenticare mai la pulizia. In una piscina interna valgono le stesse accortezze di uno esterno per quanto riguarda l’igiene, il dosaggio corretto dei chimici, la filtrazione e il ricircolo dell’acqua, la pulizia di pareti e fondo vasca.

Un ambiente accogliente e personale

Una volta che ti sei assicurato una corretta igiene, puoi pensare a trasformare la tua piscina interna in un luogo su misura per te e per i tuoi cari aggiungendo accessori e comfort.

  • L’idromassaggio, per concederti piacevoli momenti di relax. Puoi installarlo sia in fase di costruzione, oppure farlo in un momento successivo inserendolo in un’insenatura ricavata apposta o sui gradoni della scala romana.
  • Il sistema luci diventa indispensabile trattandosi di un impianto al chiuso. Sia per dare alla stanza la giusta illuminazione, sia per creare dei punti luce più raccolti e dare vita ad atmosfere più intime e rilassanti. Ti consigliamo di optare per la tecnologia led, che permette un ampio grado di personalizzazione per la scelta dei colori e per la creazione di sequenze e giochi. Senza contare che i fari a led ti fanno risparmiare fino ad un 80% in più rispetto ai normali fari alogeni.
  • Il nuoto controcorrente. Questo accessorio ti permette di allenarti anche negli impianti di piccole dimensioni. Grazie ad un getto di intensità variabile puoi nuotare senza muoverti. Il concetto è lo stesso che sta dietro al tapis roulant, il tappeto scorre nella direzione opposta in cui tu corri e quindi non avanzi.

Ci sono ancora tanti accessori per personalizzare la tua struttura, hai un’ampia scelta adatta ad ogni esigenza e budget per riuscire a creare l’ambiente che hai sempre desiderato.

Se non disponi di tanto spazio, ma non vuoi rinunciare al piacere di un angolo relax, allora le minipiscine sono la soluzione giusta per te. Si tratta di impianti a tutti gli effetti, con un loro sistema di ricircolo dell’acqua, solo che di dimensioni ridotte. Sono dotate di comode sedute anatomiche studiate apposta e di bocchette idromassaggio posizionate in modo tattico e orientabili. La buona notizia è che possono essere montate facilmente quasi ovunque grazie ad un apposito tappetino isolante. Via libera dunque anche a chi non dispone di grandi metrature!

Se hai bisogno di maggiori informazioni contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te.

Quali valori sono da misurare nell’acqua di una piscina

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I valori dell’acqua di una piscina sono fondamentali per salvaguardarne la trasparenza e per proteggere i bagnanti da irritazioni alla pelle. Ecco perché devi ricordarti di monitorare con costanza ciascun parametro e, nel caso fosse al di fuori del range ottimale, provvedere a correggerlo utilizzando specifici prodotti.

I parametri da tenere sotto controllo sono tre:

TH – Total Hardness –

È la Durezza Totale dell’acqua ed è data dalla densità dei sali di calcio e di magnesio. Di solito si tratta di particelle solubili, ma a causa dell’evaporazione e del riscaldamento, possono precipitare sul fondo della struttura formando depositi di calcare. Il TH si misura in gradi francesi (°f ), un grado indica 10 mg di carbonato di calcio per litro di acqua. Questo valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 20°f, pari a 20 kg di calcare ogni 100 mc. Se il TH è più alto, allora si formano i depositi e la piscina diventa il luogo ideale per la proliferazione di alghe. Al contrario un TH basso fa diventare l’acqua aggressiva intaccando e corrodendo il rivestimento interno. Per regolare la Durezza Totale serve un prodotto anticalcare.

TAC -Titolo Alcalimetrico Completo –

Il tac è l’Alcalinità Totale: vuol dire la capacità dell’acqua di opporre resistenza a cambiamenti del pH. In altre parole, determina la stabilità del pH. Anche il TAC, come il TH, si misura in gradi francesi.

Il valore ottimale di questo parametro si aggira tra 100 e 250 mg/l. Se il TAC è al di sotto degli 80 mg/l, indica un pH molto instabile e un’acqua parecchio aggressiva. Al contrario, se il TAC supera i 250 mg/l, indica un pH troppo stabile. Anche in questo caso non va bene, e quindi bisogna agire dosando costantemente i chimici.

pH – Potenziale Idrogeno –

Il pH è sicuramente il parametro più conosciuto e definisce il grado di acidità o alcalinità dell’acqua. In un impianto, il pH dovrebbe sempre aggirarsi intorno a 7.2 e 7.4, ovvero lo stesso pH degli occhi e della pelle, per non provocare irritazioni alle mucose. Se il pH è uguale a 7.2, si dice che l’acqua è neutra e in termini tecnici vuol dire che non deposita, né dissolve particelle di carbonato di calcio.

Un pH neutro è importante anche per l’efficacia dei chimici, il cloro è più attivo e disinfetta meglio la struttura. Per mantenere costante il pH ci sono appositi prodotti regolatori.

Il cloro

Sebbene non sia un valore dell’acqua, ci sembra giusto citare il cloro in quanto è il disinfettante più diffuso e utilizzato per la sterilizzazione dell’impianto. Esiste sia nella variante in pastiglie che in polvere. Le quantità necessarie a mantenere una corretta igiene in piscina sono riportate sulla confezione. Se l’acqua è particolarmente sporca, puoi procedere con un trattamento shock, ovvero aggiungere una dose massiccia di disinfettante. Dopo una clorazione d’urto ricordati sempre di verificare la quantità di cloro libero attivo nella vasca che non deve mai superare 1,00 ppm.

Oltre a tenere sotto controllo i parametri della piscina e a regolarli con i chimici, è importante provvedere a filtrare l’acqua con frequenza al fine di eliminare anche le particelle più piccole. Filtrazione e disinfezione vanno a braccetto in una piscina, entrambe svolgono un ruolo fondamentale per salvaguardare l’igiene dell’impianto. Ricordati, quindi, di dedicarti con costanza alla pulizia della struttura per garantire una balneazione sicura a te e ai tuoi cari. Per maggiori informazioni, contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te.

Cosa fare prima di chiudere la piscina per l’inverno?

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La chiusura della piscina a fine della bella stagione è un’operazione cruciale. In una sola mossa proteggi l’impianto dal gelo e dalle intemperie, salvaguardi lo stato dell’acqua ed eviti costosi lavori di manutenzione la prossima primavera.

In breve una buona messa a riposo della struttura ti fa risparmiare e ti evita inutili seccature, in particolare:

  • Non dovrai svuotare la piscina a primavera. Per far tornare l’acqua alla sua originale trasparenza e cristallinità ti basterà un semplice trattamento d’urto.
  • Non dovrai riparare le crepe del rivestimento interno. Se la piscina viene coperta e rimane chiusa per tutto l’inverno il rivestimento interno non è soggetto a sbalzi termici elevati e non si danneggia
  • Non dovrai grattare via le incrostazioni dal fondo della vasca. Se si dovessero formare, saranno comunque contenute e facilmente rimovibili grazie al trattamento invernale dell’acqua.

Chiudere la piscina per l’inverno passo, passo

Le attività di messa a riposo dell’impianto vanno eseguite prima dell’arrivo del grande freddo quando la temperatura è scesa al di sotto dei 15 gradi. Se vuoi chiudere la tua struttura per l’inverno come si deve, allora segui le seguenti operazioni con diligenza e cura:

  • Pulizia delle pareti e del fondo vasca. È importante eliminare ogni traccia di sporcizia al fine di evitare la formazione di incrostazioni e alghe, meglio farsi aiutare da appositi accessori come la scopa puliscifondo e il robot automatico che svolgono per te il lavoro più pesante ed eliminano con minuzia ogni detrito dal rivestimento interno della struttura.
  • Pulizia dell’impianto di filtrazione e di ricircolo. Dovresti avere cura di tutto il locale tecnico, lavare i filtri, i prefiltri e le pompe e ripulire gli skimmer. Accertati di asciugare bene ogni componente del locale tecnico, in modo da impedire danni relativi al gelo e all’umidità.
  • Trattamento d’urto prima dell’inverno. Per salvaguardare lo stato dell’acqua durante i mesi invernali, effettua una super clorazione a fine stagione. Serve ad ossidare ogni traccia di microrganismo rimasto e a sterilizzare a fondo la struttura. Dopo aver versato il disinfettante lascia acceso l’impianto di filtrazione per 24 ore, poi versa il prodotto svernante, che impedisce la formazione di alghe e il deposito di particelle pesanti.
  • Riponi gli accessori esterni come il trampolino e la scaletta in acciaio, compresi tutti gli oggetti che tieni nell’area solarium tra cui sdraio e tavolini. Ripulisci anche quelli che non possono essere messi via, come la doccia solare. Infine, avvolgi un telo isolante attorno a ciascun accessorio non riposto per proteggerlo dal gelo.
  • Copri la piscina con un’apposita copertura invernale. Un buon telo è leggero, resistente e isolante. Un accorgimento, quando lo posizioni verifica che sia ben ancorato al suolo per evitare infiltrazioni di acqua piovana e di sporcizia.

Ecco, adesso la tua piscina è pronta per l’inverno. Per un risultato ottimale ti consigliamo di accendere l’impianto di filtrazione almeno una volta a settimana e verso gennaio di aggiungere una nuova dose di prodotto svernante nella vasca.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, gli esperti di Rete Piscine sono a tua completa disposizione.

Disinfezione della piscina: il trattamento dei raggi UV

Busatta Piscine

La disinfezione dell’acqua in piscina è un’operazione basilare che permette di mantenere un adeguato livello di igiene, evita la proliferazione di alghe e batteri, e garantisce una balneazione sicura. A questo scopo, nelle strutture vengono impiegati prodotti a base di cloro e altre sostanze disinfettanti che hanno una forte azione sterilizzante.

Il dosaggio dei chimici

Analizzare i valori dell’acqua e dosare correttamente il disinfettante è una delle attività fondamentali per chi gestisce un impianto. Per assicurarti che la struttura sia sempre pronta per i tuffi, devi monitorare con costanza i parametri e fare in modo che rimangano all’interno dei range ottimali. Ormai esistono sofisticate centraline elettroniche che permettono di fare ogni controllo in automatico, senza errori, e si occupano anche di dosare i prodotti necessari. Un grande aiuto, che consente di non maneggiare direttamente sostanze pericolose.

Il trattamento con raggi UV

I chimici sono utili, e mantengono l’acqua trasparente e pulita. Purtroppo, però, quando entrano in contatto con sostanze organiche come batteri e microrganismi, originano sottoprodotti che alla lunga possono essere dannosi. Ecco perché, negli anni, si è cercato di trovare un sistema per contrastare il fenomeno dei sottoprodotti. Una risposta è rappresentata sicuramente dagli impianti UV a media pressione in grado di migliorare le condizioni ambientali della piscina. Relativamente recenti, sono stati installati per la prima volta nel 2001 in Italia, ma si stanno diffondendo sempre di più sia in strutture sia pubbliche che private.

Il processo ai raggi UV va aggiunto al trattamento di disinfezione. Si tratta di un apparecchio che deve essere installato nel circuito di ricircolo, tra i filtri e l’iniezione del disinfettante. Una volta montato non richiede ulteriori operazioni, ma svolge le sue funzioni in autonomia.

Il reattore a raggi UV è, infatti, dotato di speciali lampade ad emissione policromatica e lunghezza d’onda variabile, adatte ad eliminare i sottoprodotti dannosi come le monoclorammine, le diclorammine e le triclorammine, tutte espressioni del cloro combinato. In breve, l’effetto fotochimico delle lampade permette di dissociare le cloroammine consentendo il ripristino del cloro attivo libero nell’acqua utile alla disinfezione base. Quindi la quantità di cloro combinato viene ridotta e così i prodotti nocivi.

Quali sono i vantaggi?

I benefici del trattamento ai raggi UV sono veramente numerosi.

Oltre alla diminuzione delle sostanze nocive immesse nell’impianto, questo trattamento ha altri due grandi vantaggi:

  • La riduzione drastica delle clorazioni shock necessarie per mantenere un corretto livello di igiene,
  • La minor necessità di cambiare l’acqua nella vasca.

Alla lunga, quindi, permette di risparmiare sia in chimici che in energia idrica, senza contare il miglioramento della qualità ambientale della struttura. In breve, in una volta sola:

  • Sterilizzi meglio e più a fondo,
  • Riduci gli elementi inquinanti,
  • Migliori la salubrità dell’impianto.

Il trattamento ai raggi UV ti permette una disinfezione più efficace e rende più salutare l’ambiente piscina risparmiando. In breve riuscirai ad ammortizzare il tuo investimento e trasformare la tua piscina in un luogo più sicuro per i tuoi cari. Se sei interessato contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te.

 

Che cos’è il trattamento d’urto per la piscina?

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Una corretta igiene in piscina è alla base di una balneazione sicura. Ecco perché è tanto importante la gestione ordinaria della struttura e tutte quelle attività volte a mantenere un adeguato livello di pulizia. Ad inizio stagione è ancora di più fondamentale eseguire con attenzione tutti i lavori necessari per rimettere in sesto l’impianto dopo la lunga pausa invernale. Il trattamento d’urto è sicuramente una delle operazioni principali per salvaguardare l’igiene dell’acqua.

Che cos’è il trattamento d’urto?

Viene anche chiamato superclorazione o trattamento shock ed è un trattamento di disinfezione particolarmente aggressivo, che di solito viene eseguito a inizio stagione per eliminare ogni traccia di batteri e alghe accumulate durante l’inverno. Ma può essere usato anche per risolvere altre problematiche, come in caso di acqua torbida, o di macchie rosa o nere attaccate al rivestimento della struttura.

Come funziona?

La superclorazione permette l’ossidazione delle particelle inquinanti e dei batteri presenti nell’impianto. Grazie alla massiccia dose di disinfettante, si usa praticamente il doppio della quantità normale, ogni microrganismo dannoso, anche il più minuscolo, viene ossidato e poi trattenuto nei filtri.

Come si procede?

Di solito per eseguire una superclorazione devi procedere come segue:

  • Porta il livello del pH su 7 per rendere più efficace l’ossidazione dei microrganismi.
  • Aggiungi il disinfettante tenendo conto delle indicazioni riportate sulla confezione, di solito si usa il doppio della dose normale di prodotto.
  • Lascia acceso l’impianto di filtrazione per 24 ore.

Infine, prima di tuffarti, controlla che il livello di cloro libero sia inferiore rispetto a 1,00 ppm.

Quando viene utilizzato?

Il trattamento d’urto serve ad ripulire l’impianto da ogni traccia di sporco, e in particolare da quei microrganismi troppo piccoli per essere eliminati attraverso il lavaggio delle pareti e del fondo vasca o tramite l’impianto di filtrazione. Più precisamente si usa:

  • A inizio stagione, per riportare l’acqua ad un adeguato livello d’igiene prima di ricominciare a utilizzare la struttura dopo la lunga pausa invernale,
  • A fine stagione, prima di chiudere l’impianto con un’apposita copertura invernale, per preservare l’acqua da particelle, batteri e alghe più a lungo possibile,
  • Prima di andare in vacanza, sempre allo scopo di salvaguardare la piscina mentre sei via,
  • In caso di acqua torbida, macchie e, in generale, quando noti che la vasca ha un aspetto sporco e poco limpido.

La superclorazione salva molte situazioni spiacevoli e unita ad un lavaggio accurato del rivestimento interno, ti evita di dover svuotare e riempire di nuovo la piscina ad ogni cambio di stagione.

Le buone abitudini per una corretta igiene in piscina

Ricordati, che il trattamento d’urto da solo non basta e deve essere accompagnato da una pulizia approfondita dell’impianto, tra le varie operazioni che ci sono da fare:

  • Pulizia di pareti e fondo,
  • Pulizia dei filtri e filtrazione dell’acqua,
  • Pulizia degli skimmer o della canalina di sfioro,
  • Pulizia della superficie dell’acqua,
  • Analisi dei parametri e dosaggio dei prodotti chimici.

Infine, per mantenere in buono stato la tua piscina, la cosa migliore è utilizzare un’adeguata copertura, sia durante i mesi invernali che nei momenti di non utilizzo in estate.

Consigli sulla gestione delle piscine interrate

manutenzione piscina

Cosa c’è di più bello di avere una piscina interrata nel proprio giardino di casa e godersi pomeriggi di divertimento e relax nelle calde giornate estive? Un impianto privato, però, richiedere cura e attenzioni costanti, soprattutto nella stagione di utilizzo. Proprio così. Non puoi pensare di acquistare una struttura e poi sperare che sia subito pronta per l’uso.

Per mantenere la piscina in buono stato, con un adeguato livello d’igiene e l’acqua sempre trasparente, devi eseguire con costanza alcune attività dette di “gestione ordinaria”. Tra queste rientrano il controllo dei parametri e il dosaggio dei prodotti chimici, la pulizia di pareti e fondo vasca, la filtrazione della struttura e la pulizia dell’area solarium.

Hai paura di dover passare tutta la giornata a lavorare anziché divertirti? In realtà, se svolte con cura e in modo frequente, queste attività non occupano molto tempo. Inoltre, esistono alcune operazioni che ti permettono di risparmiare minuti preziosi e ridurre i consumi.

Piscina interrata: trucchi per una buona gestione

  1. La copertura. La copertura invernale serve per proteggere l’impianto dal freddo e dalle intemperie, tuttavia anche nella stagione di utilizzo è importante proteggere la struttura con un telo adeguato. La copertura isotermica serve proprio a questo. È leggera e resistente, dotata di un avvolgitelo manuale che ne permette un facile avvolgimento e svolgimento, così è facile da posizionare o togliere ogni volta che lo desideri. Un semplice gesto che però ti porta tanti vantaggi:
  • Contrasta il fenomeno dell’evaporazione, evitandoti costanti rabbocchi,
  • Mantiene il calore accumulato durante il giorno,
  • Impedisce allo sporco di finire nella vasca, mantenendo l’acqua più pulita più a lungo.
  1. La domotica. Installare un impianto domotico ti consente di automatizzare diverse funzioni dell’impianto, di controllare i consumi e di ridurre gli sprechi. Grazie ad una centralina intelligente puoi monitorare anche da remoto le attività della piscina tra cui:
  • Funzionamento dell’impianto di filtrazione,
  • Analisi dei parametri e dosaggio dei prodotti chimici,
  • Apertura e chiusura delle copertura,
  • Accensione e spegnimento del sistema di illuminazione e del riscaldamento

Gli impianti domotici non commettono errori, non sbagliano i dosaggi e ti avvisano in caso di mal funzionamenti. Così tu puoi stare tranquillamente seduto sul divano, mentre qualcun altro lavora per te!

  1. Il robot automatico. Immagina un robot tutto fare che ti aiuti con le faccende di casa: pulisce, butta via la pattumiera e lava i piatti. Ecco, questa è la versione per la tua piscina. Il pulitore automatico utilizza una tecnologia sofisticata per occuparsi di pareti e fondo vasca. Questo robot può arrampicarsi in verticale, salire i gradoni di una scala romana e infilarsi fin negli angoli più angusti. Grazie a sensori all’avanguardia, infatti, è in grado di capire la forma dell’impianto e di pulire a fondo con la stessa accuratezza che potresti avere tu.

Anche in piscina è possibile risparmiare tempo e fatica e contenere i consumi, basta fare attenzione e dotarsi della strumentazione più appropriata. Se sei interessato, contatta il punto vendita Rete Piscine più vicino a te e richiedi un preventivo gratuito.

pavimentazioni

Riapertura della piscina a primavera: vediamo i passaggi

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Siamo a marzo, la primavera è ormai arrivata e la bella stagione si avvicina. È giunta l’ora il di preparare la piscina e di fare il primo tuffo! Sei pronto?

Riaprire la piscina a primavera

Dopo un lungo inverno, la piscina non è subito pronta per essere riutilizzata. Necessita, infatti, di qualche manutenzione per essere rimessa in sesto. Se in autunno, hai svolto correttamente i lavori di invernaggio della piscina, allora non devi preoccuparti, perché basterà seguire con cura poche e semplici operazioni per preparare l’impianto e farlo tornare alle normali condizioni di igiene.

Vediamo come procedere per una corretta riapertura dell’impianto.

Rimozione della copertura invernale

Per prima cosa bisogna rimuovere la copertura invernale che ha protetto durante tutti i mesi freddi la piscina. Una volta rimosso, il telo va lavato con cura e lasciato asciugare, poi cosparso di borotalco, per evitare eventuali residui di umidità e, infine, piegato e messo in un locale chiuso e asciutto in attesa del prossimo autunno.

Pulizia pareti e fondo vasca

Il passo successivo è eliminare eventuali incrostazioni dal rivestimento interno della piscina. Per farlo, puoi servirti degli apposti strumenti, come robot automatici o scope puliscifondo e aiutarti con detergenti ad hoc.

Rimessa in funzione dell’impianto di filtrazione

Innanzitutto dovresti controllare tutte le componenti, pompe, filtri e prefiltri. Procedi come segue. Pulisci e chiudi i prefiltri, poi, chiudi lo scarico della vasca. Ora fai un check-up della condizione dei filtri e della massa filtrante e se necessario, effettua un lavaggio. Infine, rimetti in funzione le apparecchiature per il dosaggio dei chimici e controlla la pressione sul manometro dei filtri.

Il trattamento dell’acqua

Prima di iniziare con la normale disinfezione dell’acqua è consigliabile procedere con un trattamento d’urto, ovvero una superclorazione. Per questo trattamento si utilizza una dose di cloro massiccia, praticamente doppia rispetto al solito, al fine di sterilizzare ogni componente della piscina e di eliminare ogni microrganismo sopravvissuto alla pulizia delle pareti e del fondo.

Il valori dell’acqua

Dopo il trattamento schock è importante controllare e correggere i parametri dell’acqua in particolare cloro e pH.

  • Il cloro è il disinfettante più diffuso per la sterilizzazione delle piscine, esso deve avere un valore compreso tra 0,6 e 1,5 ppm.
  • Il pH, invece, indica il grado di alcalinità e basicità dell’impianto, il suo valore dovrebbe rientrare in un range che va da 7,2 e 7,6.

Una volta controllati, se i parametri sono fuori range, dovrai regolarli utilizzando appositi prodotti e seguendo le indicazioni riportate sulla confezione.

Montaggio degli accessori esterni

Per ultima cosa, ora che l’impianto è pulito e funzionante, puoi finalmente montare gli accessori esterni, come scalette d’acciaio o trampolini e rimuovere il telo protettivo dalla doccia solare.

Adesso è tutto pronto per il primo tuffo! Se vuoi dare un tocco in più, puoi arredare il giardino con comode sdraio, ombrelloni e tavolini, per creare una perfetta zona solarium in cui prendere il sole e rilassarti.

Aprire la piscina dopo la stagione invernale è un’operazione delicata che richiede pazienza, se ti serve un aiuto contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te!

Manutenzione della piscina: le differenze tra la gestione ordinaria e la gestione straordinaria

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Non c’è niente di meglio che una bella piscina nel proprio giardino di casa, per goderti insieme alla tua famiglia e ai tuoi amici momenti di relax e divertimento durante i mesi più caldi dell’anno. Sono tante le soddisfazioni che un impianto privato può darti. Innanzitutto incrementa il valore del tuo immobile e soprattutto, migliora la qualità del tempo che trascorri con le persone care.

Per vivere al meglio la piscina, però, la struttura deve essere sempre in ottimo stato. Mantenere un adeguato livello di pulizia e igiene è il modo migliore per garantire una balneazione sicura e un’esperienza piacevole a te e a chi ti sta vicino.

Una balneazione sicura comincia da una corretta gestione dell’impianto

Facciamo un po’ di ordine. Quando parliamo di gestione intendiamo sia quella ordinaria, ovvero tutto l’insieme di attività che devi svolgere quotidianamente durante i mesi di utilizzo della struttura, sia quella straordinaria, ossia i lavori di apertura e chiusura della piscina, a inizio e fine stagione.

La pulizia quotidiana della piscina

L’igiene inizia da qui o più precisamente da una serie di operazioni da eseguire frequentemente quando l’impianto è aperto. Ecco quelle che non puoi proprio dimenticare:

  1. Pulizia della superficie dell’acqua, delle pareti, del fondo e del bordo vasca. Per questi lavori dotati di una strumentazione adatta, in commercio puoi trovare retini, pulitori automatici e scope aspiranti.
  2. Controllo e pulizia dei cestelli degli skimmer o del bordo sfioratore. È importante evitare che lo sporco si accumuli in questi punti per assicurare un corretto ed efficiente raccoglimento dell’acqua.
  3. Pulizia dei filtri e dei prefiltri. Durante la stagione di utilizzo è bene controllare periodicamente la capacità filtrante del tuo impianto e procedere con il lavaggio delle sue componenti.
  4. Analisi dei parametri dell’acqua. Il controllo dei valori di cloro e pH e il dosaggio dei prodotti chimici per la disinfezione è fondamentale per evitare la formazione di microrganismi e batteri.

L’apertura e la chiusura della piscina

Nella manutenzione straordinaria di un impianto rientrano tutte quelle operazioni che devi eseguire a inizio e a fine stagione.

In primavera, la struttura deve essere aperta e rimessa in sesto dopo i mesi invernali. I lavori hanno lo scopo di rendere la piscina nuovamente utilizzabile. Tra le diverse attività bisogna soprattutto, togliere la copertura invernale, rimettere in funzione l’impianto di filtrazione, eseguire un trattamento d’urto dell’acqua e pulire pareti e fondo vasca.

In autunno, invece, l’impianto deve essere messo a riposo in modo tale che subisca il minor danno possibile durante il periodo freddo. Ecco i passaggi da svolgere:

  • ripulire l’interno vasca,
  • trattare l’acqua in modo adeguato,
  • lavare i filtri e le pompe ed eliminare ogni residuo d’acqua,
  • coprire la piscina, facendo attenzione di isolarne bene l’interno.

È anche bene riporre con cura eventuali accessori rimovibili come il trampolino o le scalette d’acciaio.

Gestire una struttura non è semplice, ma con la giusta strumentazione e qualche consiglio, farai sicuramente un ottimo lavoro! Per saperne di più puoi rivolgerti al concessionario Rete Piscine più vicino a te, un nostro esperto sarà subito a tua disposizione.

Proteggere la piscina dal freddo dell’inverno

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Durante i mesi invernali, quando il gelo raggiunge i suoi picchi più intensi, devi pensare alla tua piscina interrata. È importante non dimenticarla e continuare a prendertene cura anche quando rimane inutilizzata per diversi mesi. Così quando arriverà di nuovo il momento dei tuffi, il tuo impianto sarà pronto e tu eviterai faticosi e lunghi lavori di manutenzione!

Quali accorgimenti prendere in piscina durante i mesi freddi?

Se abbandoni la piscina a se stessa, il gelo e le intemperie rischiano di arrecare danni alla struttura e alle componenti più delicate come l’impianto di filtrazione e le tubazioni. Senza contare che a primavera ti ritrovi a dover svuotare completamente la vasca e ripulire pareti e fondo da incrostazioni e alghe. Un’operazione decisamente costosa sia in termini di tempo che di denaro! Ecco, quindi, un valido motivo per occuparti del tuo impianto anche d’inverno.

Vediamo assieme quali sono le principali operazioni per proteggere la piscina quando non viene utilizzata. Si tratta di precauzioni che richiedono un po’ di attenzione e pazienza, ma se messe in pratica, i risultati ti ripagheranno senz’altro dello sforzo fatto!

Non dimenticarti mai la copertura

Coprire la piscina è la mossa essenziale, quella che proprio non devi dimenticarti. La copertura è l’accessorio per eccellenza durante i mesi freddi. Prima di tutto perché evita che foglie e piccoli animali finiscano nella struttura. Poi perché rallenta la proliferazione di alghe, mantenendo l’acqua in buono stato. Infine, perché protegge pareti, fondo e bordo vasca dalle intemperie. Assicurati, quindi, di trovare una copertura efficace che si adatti al tuo modello di impianto e alle tue esigenze.

Non sottovalutare la procedura d’invernaggio

Ovvero, tutta quella lista di lavori che servono a chiudere la piscina quando la temperatura scende al di sotto dei 15°. Essi comprendono attività quali pulire il sistema di filtrazione, eseguire un trattamento shock, smantellare e riporre gli accessori esterni. Insomma, passo per passo ogni componente che fa parte dell’impianto viene messa a riposo e preparata ad affrontare l’inverno. Ricorda sempre, infatti, che non è solo la struttura, fondo e pareti, ad aver bisogno di protezione, ma ogni singola parte, anche quelle removibili! Cerca di non dimenticarti nessun passaggio: questo significa avere ogni cosa al suo posto a inizio della prossima stagione.

L’antigelo è un valido alleato

Dopo aver effettuato l’ultimo trattamento d’urto a inizio autunno, è utile aggiungere una dose di antigelo nell’impianto. Questa sostanza serve ad evitare che l’acqua solidifichi quando le temperature scendono sotto lo zero e allo stesso tempo, previene la formazione di alghe e di microrganismi. È consigliabile, ripetere l’applicazione dell’antigelo anche a metà inverno per garantirne l’effetto fino a primavera.

Infine, è buona norma mettere in funzione l’impianto di filtrazione una volta a settimana o ogni quindici giorni. Questa, seppur minima, circolazione dell’acqua serve a mantenere uno stato di igiene e trasparenza accettabili, così da non dover svuotare completamente la vasca a primavera! Se desideri avere maggiori informazioni su come proteggere la tua piscina durante i mesi più freddi, contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te. Un nostro esperto sarà subito a tua disposizione per aiutarti!