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Piscina e detrazioni fiscali 2017

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Anno nuovo, piscina nuova?

Capodanno è passato ormai da qualche mese, ma la primavera è alle porte: la stagione migliore per programmare i lavori di ristrutturazione della tua piscina. E per farlo bene, non c’è modo migliore che scoprire quali sono e come accedere alle detrazioni fiscali previste dagli aggiornamenti della normativa vigente.

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Costruzione di una piscina: normative e permessi

Sogni di avere una piscina in giardino ma, diciamolo, tutti quei lavori e permessi da ottenere ti spaventano e frenano le tue fantasie.

In questo post abbiamo pensato di raccogliere una serie di articoli che abbiamo pubblicato in passato, dove trovi degli approfondimenti in merito.

Buona lettura 😉

Tempi burocratici e permessi per la costruzione di una piscina interrata?

Piscina

Hai deciso di realizzare una piscina interrata e, anche se vorresti subito fare un tuffo in acqua, sai che ci vogliono diversi passaggi. Devi affidarti a qualcuno di esperto che ti aiuti a progettare il tuo impianto, decidere la posizione più adatta in cui posizionarlo, studiare gli accessori indispensabili da aggiungere. E poi, ci sono tutti i permessi e le faccende burocratiche, che sembrano così lunghe e complesse.

Per fortuna, da qualche tempo, le procedure per realizzare una piscina interrata sono più semplici, così come le pratiche da compilare per dare l’avvio ai lavori in cantiere.

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Normative che regolano la costruzione delle piscine interrate

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Vuoi costruire una piscina in giardino ma non hai bene idea di quali sono le normative che bisogna seguire in fase di realizzazione? Tranquillo, costruire una piscina in giardino è più semplice di quanto si pensi, sia a livello di regolamenti che di permessi.

Non solo: se decidi di dare il via ai lavori in cantiere potrai usufruire delle agevolazioni fiscali, valide ancora per tutto il 2016.

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Le piscine interrate causano una variazione catastale?

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Tra i falsi miti da sfatare sulle piscine interrate c’è quello relativo all’aumento di tasse da pagare. C’è chi pensa che avere una piscina comporti in automatico una variazione catastale, con conseguente aumento di tasse da pagare ogni anno.

In realtà perché un immobile con piscina venga considerato di lusso, servono diversi requisiti che non tutte le case hanno.

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Tutto chiaro? Se hai dubbi o domande scrivici, saremo lieti di rispondere alle tue domande.

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Le piscine interrate causano una variazione catastale?

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Istallare una piscina interrata nel giardino di casa non comporta necessariamente una variazione catastale, ma sicuramente aumenta il valore della tua abitazione. Finalmente potrai avere un luogo tutto per te, per stare con la tua famiglia nei momenti di tempo libero.

Le piscine interrate sono un vero e proprio investimento perché aumentano di circa un 10% il prezzo di vendita dell’immobile, in più, è provato, che le case con struttura sono un fiore all’occhiello per chi vuole vendere. Prova a pensarci, sugli annunci delle bacheche delle agenzie immobiliari, le piscine occupano una posizione di primo piano.

Nonostante quello che abbiamo appena detto, di rado una piscina fa salire di categoria catastale un immobile. Il fatto è che per passare di categoria e, quindi, per pagare più tasse, l’abitazione deve essere considerata di lusso e deve rispettare determinati requisiti.

Se ancora non sei convinto, adesso ti spieghiamo meglio quando una casa viene considerata di lusso.

Immobili di lusso: il decreto ministeriale 1072/1969

La legge che regola la materia delle abitazioni di lusso è il Decreto Ministeriale del 2 agosto ‘69 e successive modificazioni. All’interno di questo documento oltre a trovare una definizione più specifica di abitazione lussuosa, vengono elencati anche tutti i parametri che servono a definire tale un immobile.

L’immobile di lusso secondo la legge

Uno dei parametri elencati dal Decreto Ministeriale in questione è proprio la presenza di una piscina. Tuttavia viene specificato che la superficie deve essere superiore agli 80 mq.

La piscina anche se superiore a 80 mq non basta da sola per cambiare la categoria catastale dell’abitazione, ci vogliono almeno altri 4 tra questi requisiti di seguito elencati.

  1. L’abitazione deve avere una superficie abitabile superiore ai 160 mq, escludendo terrazzi, balconi rimesse o cantine.
  2. Devono esser presenti balconi e terrazzi per una superficie superiore ai 65 mq.
  3. L’abitazione ha soffitti più alti di 3,30 m.
  4. La casa è dotata di più ascensori o di montacarichi.
  5. L’immobile ha una scala costruita con materiali di pregio di altezza superiore a 1,70 m.
  6. L’abitazione è dotata di una scala di servizio, anche se il regolamento non lo prevede.
  7. L’immobile possiede soffitti a cassettoni, oppure rifiniti con stucchi e dipinti di valore.
  8. Oltre il 50% dei pavimenti è realizzato con materiali di valore e di lusso.
  9. Oltre il 30% del totale delle pareti è rivestito con materiali di valore.
  10. La casa ha serramenti e porte interne costruite con materiali di pregio come il legno massello.
  11. L’immobile possiede un campo da tennis condiviso tra meno di 15 unità abitative.

Come hai letto, la piscina da sola non basta affinché l’immobile cambi di categoria catastale. Puoi stare tranquillo, se istalli una struttura nella tua casa non dovrai pagare più tasse, a meno che non superi gli 80 mq di superficie e non si verifichino contemporaneamente almeno 4 delle caratteristiche sopra descritte. Quindi via libera! Per saperne di più sull’inizio dei lavori e le procedure burocratiche leggi qui.

Se hai dei dubbi, contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te e un esperto sarà a tua disposizione il prima possibile.

Tempi burocratici e permessi per la costruzione di una piscina interrata?

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Quando deicidi di costruire una piscina interrata ci sono moltissime cose a cui pensare. Non si tratta solo di progettare la struttura dei tuoi sogni o di scegliere la posizione migliore, ma anche di provvedere a tutte quelle faccende burocratiche di contorno che a volte sono più lunghe e noiose della realizzazione della piscina stessa.

Per fortuna, da qualche tempo, le procedure per realizzare una piscina interrata si sono snellite è così anche la documentazione necessaria per dare il via ai lavori. Ma indaghiamo un po’ più a fondo.

Quali permessi sono necessari per iniziare i lavori di costruzione della piscina interrata?

Parti dal presupposto che una struttura interrata è a tutti gli effetti parte integrante dell’immobile, in quanto richiede uno scavo e una parte, seppur minima, di lavori di muratura. Senza considerare che, una volta montata, è un po’ complicata da rimuovere. La cassazione penale definisce la materia dichiarando che i lavori di costruzione edilizia si riferiscono a quelle opere che trasformano in modo durevole il paesaggio, sia che si elevino sopra il livello del suolo, sia che siano in tutto o in parte interrate. (Cassazione Penale Sez. III, 29 novembre 2000, n. 12288).

Permesso di Costruire oppure D.I.A.?

A seconda della regione e del comune di residenza cambia la situazione. Il quadro normativo differisce da regione a regione in quanto il Testo Unico dell’Edilizia attribuisce una certa discrezionalità in merito. In più, bisogna anche considerare altri fattori quali la dimensione della piscina, l’impatto ambientale, il fatto che la piscina sia coperta o scoperta. In generale il Permesso di Costruire va richiesto quando non puoi presentare la D.I.A., Denuncia di Inizio Attività.

La Denuncia di Inizio Attività

Meglio conosciuta come D.I.A. è quel documento che entro 30 giorni dalla sua presentazione conferisce il titolo abilitativo per iniziare a costruire, acquistando così lo stesso valore del Permesso di Costruire.

Con questo atto puoi realizzare opere conformi al piano regolatore vigente, ad esempio quegli interventi pertinenziali che una volta finiti non superano il 20% del volume dell’edifico principale.

L’Autorizzazione Edilizia

Si tratta di un provvedimento usato solo in determinati e particolari casi. In generale oggi, l’Autorizzazione Edilizia è stata sostituita dalla D.I.A. per molti interventi. Comunque nei provvedimenti comunali sono indicate le eventuali “opere soggette ad Autorizzazione Edilizia” e per cui va richiesto questo documento.

Prima di iniziare i lavori, la cosa migliore da fare è sempre quella di rivolgersi all’Ufficio Tecnico del comune di residenza o nel quale desideri costruire la piscina interrata e chiedere direttamente lì quali permessi servono. Ricordati che, se ti affidi ad un esperto, saprà sicuramente indirizzarti e supportarti in questa parte burocratica noiosa. Se desideri maggiori informazioni, contatta il rivenditore Rete Piscine più vicino a te.

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Normative che regolano la costruzione delle piscine interrate

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Le piscine interrate sono il top della gamma, quanto di meglio puoi decidere di istallare in fatto di strutture nel tuo giardino di casa. Oltre ad essere funzionali e di grande impatto estetico, sono il luogo ideale per trascorrere momenti di spensierato relax assieme alla tua famiglia.

Oggi, puoi finalmente realizzare il tuo sogno e istallare una piscina interrata di ottima fattura ad un prezzo contenuto. Le moderne tecnologie e i materiali all’avanguardia hanno ridotto i costi di costruzione e istallazione, mantenendo intatta la qualità. È il caso delle piscine in acciaio, resistenti e d’impatto, che si montano in tempi brevi e si adattano ad ogni tipologia di terreno. Sei pronto, dunque, per costruire una struttura nel tuo giardino di casa?

Prima, però, chiariamo qualche dubbio che si pongono le persone che si rivolgono a Rete Piscine per costruire la loro struttura.

Quali permessi sono necessari prima di iniziare i lavori di costruzione di una piscina interrata?

La piscina interrata è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’abitazione e, come tale, gode di diritti – le agevolazioni fiscali sulla ristrutturazione prolungate per tutto il 2016 – e doveri, appunto la richiesta di eventuali concessioni e permessi. Indaghiamo più a fondo.

La Cassazione Penale stabilisce che: “costituiscono lavori di costruzione edilizia per i quali occorre la concessione non soltanto quelli di realizzazione di manufatti che si elevano al di sopra del suolo, ma anche quelli in tutto o in parte interrati e che comunque trasformino durevolmente l’area impegnata dai lavori stessi.” (Cassazione Penale Sez. III, 29 novembre 2000, n. 12288).

Per fortuna non sempre è necessario richiedere un permesso. Negli ultimi anni sono entrati in vigore una serie di regolamenti tra cui la Legge 1990, n°142 con l’obiettivo di snellire le procedure burocratiche. Oggi, il permesso per costruire è necessario solo se l’opera da realizzare supera del 20% il volume dell’edificio principale e nel caso in cui l’intervento non sia catalogato come intervento di nuova costruzione. Per i lavori che non rientrano in queste due fattispecie il proprietario deve, invece, richiedere la D.I.A., ovvero la Denuncia di Inizio Attività. Se hai dei dubbi a riguardo, il consiglio è di rivolgerti sempre ad un professionista. Un geometra preparato può informarsi e presentare i documenti agli uffici tecnici di competenza sollevandoti dall’incombenza.

Con una piscina interrata in giardino pago più tasse?

L’altro grande timore che frena chi desidera costruire una piscina interrata è la paura di dover pagare più tasse. Non è così. Per pagare una maggiorazione sull’Ici e sull’Irpef, la tua casa deve essere considerata di lusso. Affinché un’abitazione passi di categoria devono sussistere almeno cinque di una lunga lista di requisiti indicati dal DM 1072/1969. Tra questi, è specificato che una piscina deve avere una superficie superiore agli 80 mq. Altri requisiti da tenere in considerazione sono una superficie abitabile maggiore a 160 mq, presenza di rifiniture particolarmente pregiate come stucchi alle pareti, presenza di montacarichi o ascensori, la scelta di materiali preziosi per la realizzazione di scale, porte e serramenti, la presenza di un campo da tennis. Come vedi è davvero difficile che istallando una piscina interrata la tua abitazione venga catalogata come casa di lusso.

In ogni casi, se hai dei dubbi, la cosa migliore da fare è di rivolgersi sempre ad un professionista, come un geometra o un architetto, che sicuramente saprà rispondere a tutte le tue domande e si occuperà del disbrigo delle faccende burocratiche.

Quali sono le agevolazioni 2015 per ristrutturare la piscina interrata?

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Da tempo desideri ristrutturare la tua piscina interrata? Affrettati, sei ancora in tempo per usufruire delle agevolazioni fiscali promosse dallo Stato. Si sa, rimettere a nuovo un impianto, aggiungere comfort, installare tecnologie all’avanguardia per tagliare gli sprechi è una bella spesa, ecco perché ti conviene non perdere questa ghiotta occasione.

In cosa consistono le agevolazioni fiscali per la piscina?

In breve, si tratta di una detrazione sull’imponibile Irpef dei costi sostenuti per la ristrutturazione, fino ad un massimo del 40% della spesa stessa. L’agevolazione vale solo per chi già possiede una piscina privata interrata, che sia interna o esterna, e non per chi, invece, la voglia costruire ex nuovo. Se decidi di rifare il tuo impianto entro dicembre di quest’anno, ti verranno rimborsate quasi la metà delle spese che affronterai.

Come funziona: i dettagli

Lo stato rimborsa chiunque esegua lavori di ristrutturazione edilizia, o interventi di miglioria su immobili già esistenti. L’edificio può essere anche appena comprato, purché non sia nuovo. I proprietari possono accedere alle agevolazioni secondo queste modalità:

  • 40 % di detrazione dall’imponibile Irpef,
  • Soglia massima di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare,
  • Spese sostenute tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2015,
  • Suddivisione della detrazione in 10 quote annuali di pari importo.

Insomma se vuoi fare una bella manutenzione del tuo immobile è proprio il momento giusto, perché dal 2016 l’aliquota da detrarre tornerà al 36% e il tetto a 48.000 euro.

In queste agevolazioni è compresa anche la piscina!

Gli impianti privati sono considerati parte integrante dell’abitazione e in quanto tali vengono inclusi nelle detrazioni. Sono diversi gli interventi che puoi far rientrare nel regime agevolato, sia migliorie a livello funzionale che lavori di natura estetica.

  1. Rinnovare l’area del solarium: cambiare, quindi, la pavimentazione e il bordo vasca,
  1. Rifare il rivestimento interno della struttura,
  1. Rinnovare e/o rifare l’impianto di circolazione e filtrazione, cambiare filtri, skimmer, canalina di sfioro e così via,
  1. Installare o cambiare l’impianto di riscaldamento,
  1. Installare o cambiare il sistema d’illuminazione, ad esempio sostituire i tradizionali fari alogeni con lampade a Led,
  1. Acquistare e installare nuovi comfort e accessori per il tuo tempo libero, come l’idromassaggio, la doccia solare e il nuoto controcorrente.

A questo puoi aggiungere le spese di gestione e progettazione come:

  • I costi per la pianificazione e le prestazioni professionali connesse,
  • I costi relativi all’acquisto di materiali,
  • I costi per le perizie e sopralluoghi necessari alla progettazione del lavoro,
  • Tutti i documenti e i permessi necessari, come l’imposta di valore aggiunto, quella di bollo e l’autorizzazione di inizio lavori.

Ti conviene affrettati quindi. Se non sai da dove cominciare, ti consigliamo di affidarti ad un commercialista o ad un geometra di fiducia, che ti segua passo, passo e ti spieghi bene come accedere all’agevolazione. Dovrai tenere documentazione e traccia di ogni spesa per poter dimostrare che sia stata effettivamente sostenuta. Per un lavoro ben fatto e che duri a lungo nel tempo, poi, affidati ad un vero professionalità. Ricordati che una piscina ristrutturata aumenta il valore del tuo immobile e garantisce una maggiore sicurezza ai tuoi cari.

Detrazioni fiscali del 50% sulla ristrutturazione di una piscina

Se hai in programma qualche intervento di ristrutturazione della tua piscina, approfitta ora delle agevolazioni fiscali straordinarie per il 2013.

Fino al 31 dicembre 2013 difatti la misura della detrazione per le ristrutturazioni edilizie, che includono le piscine, è del 50% con un tetto di spesa di 96.000 euro. Da gennaio 2014 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite di spesa a 48.000 euro per unità immobiliare.

Le ristrutturazioni che beneficiano dell’agevolazione fiscale possono riguardare sia interventi strutturali, come il rifacimento del rivestimento della vasca o la sostituzione di qualche elemento non più efficiente del sistema di filtrazione, sia interventi “estetici”, ad esempio la sostituzione della pavimentazione attorno alla vasca oppure l’installazione di nuovi accessori per arricchire la tua piscina, come l’idromassaggio, il nuoto controcorrente, il trampolino, il sistema di illuminazione.

Avvicinandosi la chiusura della stagione dei bagni valuta quindi con il tuo rivenditore di fiducia i lavori da mettere in cantiere entro l’anno, eventualmente anticipando lavori che avresti fatto nella prossima stagione, per approfittare di questa agevolazione, probabilmente irripetibile.

Per usufruire della detrazione vi sono solo poche regole da seguire, ecco le principali:

  • la detrazione è applicabile solo per lavori di ristrutturazione e non per nuove installazioni di piscine
  • l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio per il 2013 è di 96.000 euro
  • la somma detraibile è il 50% fino a fine dicembre del 2013
  • l’agevolazione deve essere rateizzata in 10 anni
  • il pagamento dei lavori deve avvenire mediante bonifico bancario o postale in cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga, il codice fiscale o partita iva del beneficiario del pagamento.

Il consiglio è di contattare un commercialista per tutti i dettagli sulle modalità per accedere all’agevolazione e di rivolgerti ad un professionista per effettuare i lavori e scegliere i migliori accessori per aggiungere valore alla tua piscina.

Cerca il concessionario di Rete Piscine più vicino a te ed affidagli con fiducia i lavori di restyling della tua piscina, grazie alla sua esperienza e professionalità saprà interpretare al meglio i tuoi desideri ed esigenze.